Il Vesuvio è conosciuto soprattutto per la grande eruzione del 79
d.c.,
che distrusse le città di Pompei, Ercolano, Oplonti.
L'eruzione ci fu descritta da Plinio il Giovane in due lettere a Tacito uno storico
dell'epoca;
una colonna eruttiva si innalzò fino a circa 30 chilometri di altezza costituita da gas,
pomici,
cenere e sospinta dai venti a sud-est sommerse Pompei sotto uno spessore di pomici e
cenere, i collassi della colonna eruttiva crearono flussi piroclastici che investirono
Ercolano;
più tardi dei surge colpirono Pompei e abbondanti piogge favorirono colate di fango che coprirono la zona sud-ovest.Molte eruzioni seguirono quella del 79
d.c., tra le più significative del 2° millennio quella del 1631,
di tipo esplosivo subpliniana caratterizzata nel suo inizio da pomici
verdastre. Il Vesuvio è stato caratterizzato da intensa attività attraendo
scienziati, visitatori e uomini di lettere di tutto il
mondo;
per questo
motivo,
nel 1841, Ferdinando II, Re delle due Sicilie, ordinò la costruzione del primo
Osservatorio al mondo l'Osservatorio Vesuviano con lo scopo di sorvegliare le aree sismiche
napoletane.
L'attuale forma del Vesuvio è il risultato della recente attività vulcanica 1944 nella quale i
villaggi di S.Sebastiano al
Vesuvio e Massa di Somma furono danneggiati.Attualmente il vulcano è in una fase di quiescenza attiva e potrebbe rimanervi per decine centinaia o migliaia di
anni.